giovedì 11 giugno 2015

Olio di palma? No grazie!

L'olio di palma è nocivo per l'ambiente, per gli animali e per l'uomo. In Indonesia le foreste stanno scomparendo alla velocità della luce: secondo le stime del WWF 50 anni fa esse ricoprivano l'82% del suolo del Paese, 10 anni fa già il 52% e, mantenendo questi ritmi,entro il 2020 queste distese di verde saranno del tutto annientate. Il commercio dell' olio di palma rappresenta uno dei principali motivi della distruzione di queste foreste (infatti la pianta da cui questo olio viene estratto è presente sopratutto in Malesia e in Indonesia), olio di palma che è presente quasi ovunque a partire dalle merendine e dai biscotti. Scalpore e incredulità a Expo 2015 vengono scatenati dal padiglione della Malesia che difende a spada tratta la produzione e il commercio di questo prodotto: una scritta a caratteri cubitali sottolinea come è illegale scrivere sulle etichette alimentari "Palm oil free" ovvero "senza olio di palma".




 Il bersaglio di tale mossa è il regolamento 1169/2011 approvato dalla legislazione europea, secondo il quale è obbligatorio specificare in etichetta il tipo di grasso usato. L'olio di palma è presente in numerosissimi prodotti che consumiamo quotidianamente: merendine, fette biscottate, crackers, pane confezionato, gelati, nutella ma anche in creme spalmabili. Esso costa meno di altri grassi (olio di oliva, olio di girasole oppure burro) e ha sostituito il processo di idrogenazione dei grassi che genera acidi grassi trans. L'olio di palma contiene una quantità di grassi saturi pari a quelli presenti nel burro: ciò lo rende pari a un grasso animale. Non deve quindi essere idrogenato poichè "solido" a temperatura ambiente. I grassi saturi provocano però risvolti negati a livello di salute; sono per esempio coinvolti nel rischio cardiovascolare. Questi, se bilanciati dai grassi insaturi, non sono molto dannosi, ma il problema è il loro accumulo che avviene spesso inconsapevolmente proprio perchè presenti in nella maggioranza dei prodotti. 

Mentre molte aziende alimentari del made in Italy affermano di comprare solo olio di palma certificato (il problema è che tale certificazione non deriva dall'associazione ma da un organo indipendente pagato dalle stesse compagnie), il Fatto alimentare.it ha intrapreso una campagna contro di esso. Si espone entusiasta e ottimista Roberto La Pira, direttore del Fatto Alimentare: "Due aziende (Misura e Gentilini) si sono affiancate ad Alce Nero dicendo addio al palma. Ma l'aspetto vincente è che 15 catene di supermercati hanno aderito al nostro appello iniziando il processo di riduzione e sostituzione del grasso tropicale nei loro prodotti a marchio". L'olio di palma arreca dunque tanto danni all'ambiente quanto danni alla salute ecco perchè dirgli "No grazie".


 


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