domenica 31 maggio 2015

Scandalo Eni - Il petrolio del vicino è sempre più verde...

    In queste ore, il settimanale l'Espresso si sta occupando di una maxi tangente datata Aprile 2011, grazie alla quale Eni si sarebbe assicurata una concessione petrolifera in Nigeria.
Come al solito, il mainstream tutto sembra cadere dalle nuvole, sebbene si tratti di uno scandalo che, se confermato, vedrebbe implicata quella che persino Julian Assange, cofondatore e caporedattore di WikiLeaks, afferma essere "la vera grande azienda corrotta italiana" [1].

    Senza scomodare il resto del Mondo, basterebbe ricordare, per esempio, che, secondo dati ancora non ufficiali, esiste un posto, in Italia, in cui 40 bambini ogni 1000 nascono con malformazioni; sei volte in più della media nazionale.
L'inchiesta aperta dalla Procura di Gela per far luce sulle responsabilità, vede come "imputato" principale proprio l'Eni.


    Dal 1965, il numero di neonati che presentano malformazioni è cresciuto esponenzialmente: bambini senza orecchie, idrocefali, senza palato, con sei dita... un vero incubo per la famiglie di Gela che chiedono che venga fatta luce.
Uno dei primi rapporti allarmanti, risale al 2003, anno in cui il geologo Giuseppe Risotti ed il chimico Luigi Turrito, su richiesta dell'allora Sostituto Procuratore, redigono una relazione in cui evidenziano la presenza di 44 mila tonnellate di gasolio nelle falde acquifere sottostanti Gela, gasolio proveniente da perdite dei serbatoio dell'Eni [2].

    Il genetista Sebastiano Bianca e l'epidemiologo Fabrizio Bianchi, autori di uno studio realizzato nello stesso anno, spiegano come le percentuali così alte di malformazioni, con molte probabilità, siano dovute proprio agli agenti inquinanti presenti nelle falde acquifere, in quanto potenti distruttori endocrini [3].


Staff di Controinformo

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